|
|
Nella sua esaltazione
religiosa e nell’ansia di libertà, Nat vedeva se stesso come un
implacabile strumento di punizione e sognava che, ad un suo cenno,
tutti gli schiavi si sarebbero sollevati per formare un nero,
maestoso esercito del Signore.
Quando credette di aver ricevuto l’ultimo segno divino, Nat decise
di passare all’azione. Aveva trentun anni. Insieme con alcuni
compagni studiò accuratamente il piano servendosi di una carta
topografica che aveva ricopiato nella biblioteca del padrone. Nat
intendeva marciare su Jerusalem, capitale della contea, e
conquistare armeria. Quindi gli insorti si sarebbero rifugiati nelle
Paludi della Morte. a cinquanta chilometri dalla città, dove la
difficoltà del terreno, le armi conquistate e l’abbondanza di
selvaggina e di pesce avrebbero consentito :ro di resistere agli
attacchi dei bianchi.
La rivolta scoppiò il 21 agosto 1831. La tattica usata dagli insorti
fu quella di massacrare senza pietà tutti i bianchi che incontravano
per impedire che fosse data notizia dell’insurrezione, per
rifornirsi d’armi e di cavalli e per spingere altri schiavi ad
unirsi a loro.
gruppo, inizialmente composto di 25 persone, aumentò fino a 75.
Vennero uccisi 55 bianchi e altri 20 furono feriti. Una ragazzetta
sfuggita al massacro corse a dare l’allarme e gli insorti furono
fermati a un chilometro da Jerusalem dalle truppe a cavallo di tre
contee a cui si erano uniti i proprietari bianchi della zona.
<<<< Indietro
-
Avanti
>>>> |
|